Cioccolatini ripieni

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Per la serie #questolhofattoio, stavolta ho pensato ai cioccolatini ripieni (imperfetti). Quando si avvicina il Natale il forno è sempre troppo acceso, il tempo sempre troppo poco, ma la voglia di fare qualcosa di “personale” non manca (quasi) mai. Se poi si ama il cioccolato, ma si preferisce non comprare le praline ripiene e strapiene di ingredienti molto buoni e anche molto poco salutari, allora è meglio ricorrere, come sempre, al fai-da-te e provare a far qualcosa in casa, con pochissimi ingredienti. Questa volta, insieme al torrone morbido già proposto tempo fa, ho sperimentato i cioccolatini in due versioni, una con ripieno di nocciola e una (ancora più semplice) con ripieno di cocco. Lo so, le foto non sono un granché e forse non rendono neanche bene l’idea del ripieno, ma come tutte le passioni peccaminose, anche questi cioccolatini sono finiti in un lampo e non si sono lasciati immortalare a lungo.

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C’è da dire anche che sono imperfetti e farebbero inorridire qualsiasi maître chocolatier, ma la soddisfazione dell’autoproduzione chiude un occhio su molti dettagli….(e poi: quale maitre chocolatier passerà mai per questa pagina??:))

Ecco la ricetta:

Ingredienti per circa 30 cioccolatini

300 gr cioccolato fondente

150 gr di cioccolata bianca

130 gr di panna liquida

80 gr di nocciole tostate

(oppure farina di cocco q.b. per la versione al cocco)

Procedimento

Fondere a bagnomaria il cioccolato fondente; inserirlo poi negli stampi in silicone, ricoprire tutta la superficie e spennare per bene i bordi. Preparare un supporto (per esempio un tagliere) e capovolgere lo stampo per far fuoriuscire il cioccolato in eccesso. Lasciare in frigorifero per 20/30 minuti.

Nel frattempo preparare il ripieno (ganache): tritare le nocciole fino ad ottenere una pasta quasi omogenea; far bollire la panna, spegnere il fuoco e aggiungere la cioccolata bianca. Mescolare per fondere la cioccolata bianca; aggiungere la pasta di nocciole, mescolare ancora e lasciar raffreddare.

Estrarre lo stampo dal frigorifero, capovolgerlo e riempire i cioccolatini con la ganache. Recuperare il cioccolato avanzato e fonderlo; con questo ricoprire la base dei cioccolatini e riporli i frigo per 5/6 ore.

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cioccolatini ripieniBuon Natale a tutti!!!

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Crostata alla cannella con i fichi (impressioni di settembre)

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Le mie impressioni di settembre: niente “rugiada intorno a me” (almeno per ora), ma soltanto “un mare d’erba” di un verde intensissimo, che colora gli ultimi scampoli di una torrida estate.
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Il profumo selvatico delle foglie di fico e la luce ancora intensa prolungano la stagione dai frutti più dolci, quella in cui il tempo scorre lento e le giornate sembrano non finire mai. Il fico, che insieme all’uva è il frutto settembrino per antonomasia, mi ha dato l’ispirazione per rimettere le mani in pasta, per ricominciare in dolcezza. Ho tentato quindi di riprodurre (con qualche imperfezione) una crostata alla crema con i fichi, pubblicata su un vecchio numero de “La Cucina Italiana”.

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Per dare un tocco più esotico a questo bellissimo (e semplicissimo) dolce, ho sostituito la vaniglia prevista nella ricetta originale con un pizzico di cannella sia nella frolla che nella crema…e devo dire che l’idea si è rivelata vincente!

…Provare per credere!!!

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Ingredienti

Per la crostata

  • 150 gr farina 00
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 3 tuorli
  • un pizzico di sale
  • 8/10 fichi freschi

Per la crema

  • 250 gr di latte
  • 70 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 2 tuorli
  • 25 gr di amido di mais (maizena)
  • 100 gr di panna fresca

Impastare il burro con lo zucchero e i tuorli, unire il resto degli ingredienti e lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e conservare in frigorifero per almeno un’ora.

Scaldare il latte a fuoco lento e nel frattempo mescolare i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais senza formare grumi. Aggiungere il latte caldo, mescolare velocemente e cuocere fino ad addensare la crema.

Stendere la frolla e foderare uno stampo per crostata (20/22 cm di diametro). Bucherellarlo completamente con i rebbi di una forchetta e cuocere a 180 gradi per 25 minuti.

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Aggiungere alla crema la panna fresca montata e stenderla sula crostata. Decorare con i fichi tagliati in spicchi e disposti in cerchi concentrici.

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Seppioline al forno con le patate (L’estate addosso)

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L’estate addosso. Esplosa quest’anno con la sua afa asfissiante, i suoi 36 gradi all’ombra, le canzoni che tornano puntuali a ricordarci che questo è il tempo che si aspetta ogni duecento giorni con le stesse speranze (che si abbiano otto, ventiquattro o quarant’anni), leggere, come le colonne sonore che parlano di libertà, del tempo in cui spogliarsi delle abitudini e dei pensieri pesanti come cappotti invernali e in cui vestirsi di sole e di leggerezza.

È il tempo delle réclames dei gelati che, alla fine degli anni ’80  e ’90 mi informavano che stava per finire la scuola eg che ad attendermi c’erano tre mesi di mare.

Così ancora oggi, come se nulla fosse cambiato, immancabile la staffetta radiofonica tra lo spot di un cornetto gelato, la cui colonna sonora invita alla partenza “leggera” (Amore mio comunque vada/fai le valigie/e chiudi le luci di casa), i latinoamericani che inneggiano al sol (quest’anno fraternamente mismo per tuttida est ad ovest) e il mitico Lorenzo, che si è adeguato all’occasione lasciando da parte le riflessioni su questioni socio-politico-umanitarie e si rivede timido adolescente (combattuto tra la voglia di tuffarsi in acqua e la speranza di parlare con lei, che lo ha visto lì da solo e che forse gli concederà lo spazio di una chiacchierata, mentre dal bar della spiaggia partono le note di Cuccuruccucù Paloma).

Bellissime immagini di leggerezza.

Pensando a questi must, mi accorgo che infondo le canzonette estive un po’ di ragione ce l’hanno e che ogni tanto bisognerebbe portarsi dietro quella spensierata e inconsapevole leggerezza adolescenziale che spesso si perde strada  facendo.

Leggerezza e semplicità si impongono anche a tavola, quando  il caldo non invoglia a passare troppo tempo in cucina e si ha voglia di piatti colorati e che sappiano di estate.

La ricetta delle SEPPIE AL FORNO CON PATATE nasce dal tentativo di mettere in tavola mare e sole e trae ispirazione da questo simpatico blog 

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Ingredienti

▪500 gr di seppioline o seppie (meglio congelate)

▪4/5 patate

▪pan grattato

▪olio di oliva evo

▪sale e pepe

▪qualche fogliolina di menta per decorare

Procedimento

Pulire, tagliare ed asciugare le seppie e condirle in una ciotola con l’olio. Mentre le seppie si insaporiscono, pelare le patate e tagliarle a rondelle. Condire le patate con olio, sale, pangrattato e mettere in forno a 180 gradi per 30/40 minuti.

Togliere la teglia dal forno ed aggiungere le seppie alle patate per 10/12 minuti.

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Prima di servire decorare con qualche fogliolina di menta fresca.

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E buona leggerezza a tutti!!!

Praline di pasta di mandorle (“A volte ritornano”…)

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praline mandorleA volte, nella carriera di insegnante, ti può capitare, inaspettatamente, di ricevere una mail che recita più o meno così “Prof, credo sia proprio arrivato il momento di fare due chiacchiere”. Può capitare che queste parole ti lascino un po’ sorpresa, perché chi le scrive è una tua ex alunna, ormai universitaria, che non vedi da ben sei anni e che è già tanto se si ricorda di te, se vi scambiate due o tre mail all’anno per sapere come va, come procedono i rispettivi percorsi di vita ed aggiornarvi un po’ sulle solite cose. Può capitare, poi, che tu sia stata la sua prof per solo sei (o sette) mesi…e a quelle parole, allora, pensi che, se qualcuno si ricorda di te, con la scuola ormai alle spalle e tanti altri progetti nella testa, qualcosa ha funzionato.

In quei momenti avverti il valore del tuo lavoro e quelle parole hanno il sapore di una vittoria – lo sanno bene i miei colleghi – sono un modo per amare ancora di più questo mestiere così contraddittorio, per svolgerlo con sempre maggiore passione e attenzione. Perché, se anche uno solo dei tuoi ragazzi si fida di te, allora la tua presenza ha un senso, al di là di tutto quello che puoi insegnare e della cultura che puoi trasmettere.

Per la mia ex alunna Elena, che è venuta a salutarmi e con cui ho trascorso qualche ora di chiacchiere (quasi) ininterrotte (tra giri e giri e giri per il centro città), ho fatto queste profumatissime praline di pasta di mandorla, dolce antico del sud estremo, peccato di gola ricco di zuccheri, da concedersi ogni tanto, accanto ad una tazza di tè e quattro chiacchiere in buona compagnia.

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La preparazione è velocissima, a condizione che si sia armati di un buon robot da cucina e di mandorle di ottima qualità.

Ingredienti

Per 30 praline circa:

300 gr di mandorle bianche

200 gr di zucchero

2 cucchiai di acqua

100 gr di cioccolato fondente

cocco rapé (facoltativo)

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Procedimento

In un robot da cucina, polverizzare lo zucchero; aggiungere poi le mandorle e tritarle finemente; versare l’acqua fino ad ottenere un impasto lavorabile.

Formare delle palline. Nel frattempo fondere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde; passare le palline di pasta di mandorla nel cioccolato e appoggiarle su di un vassoio. Decorarle a piacere con del cocco disidratato prima che il cioccolato si rapprenda.

Lasciar raffreddare e servire.

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Praline al cocco (simil “Raffaello”) – Questo l’ho fatto io!!!

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“Questo l’ho fatto io!” – Ricordi proustiani d’infanzia. Su quell’esclamazione si fermava la mia attenzione di bambina e poi di ragazza quando sbriciavo la Settimana Enigmistica di mio padre (guai a toccarla, anzi: limitarsi a Unisci-i-punti e, al massimo, agli schemi facilitati – non avvicinarsi alle Parole-senza-schema e, comunque, non guardarle per più di 30 secondi di fila se non si è già risolto in meno di 45 minuti uno schema libero di Bartezzaghi o di Malaguti senza aver fatto errori e senza aver chiesto l’aiuto del pubblico. Pena: la denuncia all’Associazione Enigmisti Anonimi che si sarebbe pronunciata con una sentenza anagrammata).

Tornando a “Questo l’ho fatto io!” (che è ancora vivo e vegeto): un trattino di inchiostro da completare scatenando la propria fantasia, sfidando quella degli altri enigmisti aspiranti artisti e lasciandoli a bocca aperta con vere e proprie opere d’arte che avrebbero scintillato in faccia ai maligni e ai superbi in un quadrato di 5 cm per lato (mi pare).

A dispetto del mio mancinismo, le mie capacità artistico-pittoriche non sono mai state copiose né evidenti. Quel quadrato che mi era concesso nella quarantina di pagine del noto settimanale non ha mai incontrato la mia penna, che è invece furtivamente passata da tutti i tipi di incroci a quadrati bianchi e neri, imbrattando ogni tanto (e impunemente) anche quelli senza schema (senza lasciare troppe tracce agli Enigmisti Anonimi).

Quell’invito artistico, però, è stato da me trasferito in cucina, dove ho trovato l’ispirazione a creare con le mie mani quello che solitamente vedevo sugli scaffali del supermercato.

E poi, a chi non è mai venuta in mente questa idea? Provare a riprodurre qualcosa che assomigliasse (anche lontanamente) alla merenda/snack tanto reclamizzata per poi dire agli amici increduli “Questo l’ho fatto io!”?  Nella fantasia il prodotto sarà stato praticamente perfetto, identico all’originale (se non fosse per l’incartamento). Nella pratica, magari, il risultato tanto perfetto non sarà stato, le differenze non avranno riguardato soltanto l’incartamento…però…vuoi mettere la soddisfazione del “fattoincasa”…e soprattutto, nel caso specifico, del “pronto-in-meno-di-cinque-minuti-cinque” (niente forno, niente cotture, niente burro né uova)??

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Questa la storia delle mie praline al cocco che, lontanamente, volevano ricordare i “Raffaello Ferrero” (dai quali sono rimasti abbastanza distanti, conservando – bisogna dargliene atto -una loro identità di tutto rispetto) e che, nella realtà, mi hanno portato via cinque minuti e consegnato, in cambio, tanta soddisfazione.

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Mi sono ispirata, modificandola, ad una ricetta trovata in giro sul web, rispetto alla quale ho ridotto la percentuale di zucchero e apportato qualche piccola modifica…e, comunque, QUESTO L’HO FATTO IO!!!!!

Ingredienti

  • 200 gr di wafer alla vaniglia
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 250 gr di mascarpone
  • 300 gr di cocco rapé
  • Nocciole q.b. (una per pralina)
  • Cocco rapè q.b. per il decoro

Procedimento

Tritare i wafer in un robot (o Bimby), aggiungere poi tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Formare delle palline, inserire la nocciola e richiuderle.

Ripassarle una ad una nella farina di cocco, lasciar riposare un’oretta in frigo e servire.

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Cake yogurt e cocco senza glutine + lemon-bounty curd

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cake al cocco

Oggi ho in mente questo pensiero: è proprio vero che, da un po’ di anni a questa parte, la nostra vita si è semplificata o piuttosto le cose veramente semplici sono diventante seriamente complicate da raggiungere? Pensavo al nostro “phone” che diventa sempre più “smart” e, se sessant’anni fa era quasi un lusso in cima alle angoliere delle case di una volta (con la sua ruota bucata da tirar giù ad ogni numero – e guai a sbagliarne uno che si ricomincia tutto daccapo!), oggi è il nostro p.r. segugio fedele, ci informa di tutti i nostri appuntamenti, cura le relazioni personali, si trasforma in agenda, album fotografico, salotto di pettegolezzi, ricettario-contachilometri-navigatore-contacalorie-contapassi-kindle-quotidiano-scanner-diario segreto, ci segue persino in bagno e sa tutto di noi più di noi. Fantastico.

E noi? dove siamo? Abbiamo ancora la possibilità di fare semplicemente due chiacchiere davanti ad una tazza di tè con un nostro amico forse meno smart ma molto più friend? Ogni volta che mi pongo questa domanda tento di rispondermi che sì certo, certo che ce l’abbiamo ancora questa possibilità. Basta inviare un whatsapp al gruppo degli amici realmente virtuali (o virtualmente reali, che forse è lo stesso) e vedere se c‘è qualcuno online. Hai tempo per due chiacchiere? – Certo, sono online, non mi vedi? – No, intendevo per due chiacchiere, un tè e poi…ho fatto anche una torta. –Ahhh…..certo che sì! Mandami la foto e ti faccio sapere com’è!

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Per la cake yogurt e cocco senza glutine

  • 200 gr di farina senza glutine
  • 65 gr di fecola di patate
  • 200 gr di yogurt
  • 150 gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 130 gr di burro
  • 130 gr di uvetta
  • 60 gr di cocco rapé
  • 30 gr di latte
  • 8 gr di lievito in polvere
  • la scorza di un limone

Procedimento

Mettere l’uvetta in ammollo in un po’ di acqua tiepida. Amalgamare il burro ammorbidito con lo zucchero e le uova. Setacciare la farina e unirvi la fecola e il lievito. Unire i due composti e versarvi il latte, lo yogurt, l’uvetta privata dell’acqua, il cocco e la scorza del limone. Mescolare tutti gli ingredienti per avere un composto liscio; imburrare uno stampo  ed infornare in forno caldo a 170 gradi per 40 minuti circa.

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Per la bounty-lemon curd

  • 3 uova
  • 150 gr di zucchero
  • 60 ml di succo di limone
  • scorza grattugiata di un limone
  • 60 gr di burro
  • 2 cucchiai scarsi di cocco rapé

Procedimento

Far fondere il burro a bagnomaria o in microonde e aggiungere lo zucchero, la scorza del limone; mescolare bene ed aggiungere le uova. Cuocere a fuoco lentissimo finché il composto non sarà addensato. Aggiungere il cocco rapé e continuare a mescolare per qualche minuto.

Quando la torta si sarà raffreddata, posarla su un piatto da portata. Inserire in un sac-à-poche la bounty-lemon curd e formare degli spuntoncini decorativi.

Servire la torta accompagnata da questa morbida curd.

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Torta di nocciole (senza farina e senza burro)

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nocciole_3 Dopo i suoni, i colori (leluciirumoriiregaliglisprechi) del periodo natalizio, una ventata di semplicità è quello che ci vuole, anche nelle cucine  che, il più delle volte, sono le vere protagoniste dei giorni di  festa. Questa torta alle nocciole è il trionfo della semplicità: pochi ingredienti, poco tempo, pochi grassi. Il modo migliore di rientrare in cucina dopo i grandi dolci delle feste (che, personalmente, non ho potuto documentare, ma – vi assicuro – non sono mancati nell’ultimo mese): tanti ingredienti, tanto tempo, tanti(ssimi) grassi.

Questi, invece, è un dolce per tanti: salutisti, golosi, golosisalutisti, intolleranti al glutine, al lattosio, ai lieviti e ai fornelli.  La sua semplicità è a prova di chiunque e il risultato è veramente soddisfacente.

Ingredienti

  • 250 gr di nocciole
  • 6 uova
  • 280 gr di zucchero muscovado (o zucchero di canna)
  • un pizzico di sale

Procedimento Frullare le nocciole con lo zucchero muscovado. Montare separatamente i tuorli e gli albumi. Unire tuorli, albumi e nocciole, mescolando lentamente per non smontare il composto. Rivestire una tortiera di 24 cm di diametro con carta da forno bagnata e strizzata. Infornare a 175° per 35/40 minuti. Servire fredda.

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Il torrone morbido

Dall’archivio del blog…..buone feste a tutti!!!

Salentina in Cucina

Il torrone…….un peccato di gola a cui ho sempre resistito, nonostante il suo aspetto così elegantemente invitante, fino a quando non ho deciso di farlo in casa “per regalarlo agli amici” (…..classica scusa per giustificare l’incontenibile voglia di fare dolci).
Dicevo… il torrone non mi ha mai invogliata particolarmente, forse per la sua dolcezza un po’ sfacciata o – più probabilmente – per i miei potenziali sensi di colpa che si sarebbero scatenati al pensiero delle mille calorie del primo morso…ma si sa, quando un dolce si prepara in casa, non si può non assaggiarlo: bisogna vedere, prima di destinarlo ad amici e parenti, se è “all’altezza della situazione”, se non si rischia di fare brutte figure…e così, preparandolo “per gli altri”, mi sono accorta che, se fatto come si deve, è un dolce veramente delizioso, nonostante il suo (notevole) apporto calorico…ma una volta ogni tanto si può anche osare!

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