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La cucina in questi giorni prefestivi è in piena attività, soprattutto nelle ore serali. Impasta, trita, lievita, modella… sporca e disordina…ma le nuove alchimie da laboratorio (vedi lievito madre) convivono con le ricette collaudate, come questa della pasta di mandorla, che trovate qui.

Ho già spiegato quanto la pasta di mandorla sia protagonista nella pasticceria salentina e quale sia la sua simbologia a Pasqua e a Natale. La ricetta è molto semplice. L’unica differenza tra il pesce e l’agnello è, in questo caso, la presenza del mantello, che ho voluto decorare come da tradizione. Per far ciò, basta ammorbidire la pasta di mandorle con del latte di mandorla, mettere il composto in un sac à poche e ricoprire l’agnellino (le cui testine sono facilmente reperibili al sud, molto meno al nord, dove non esiste questa tradizione). Le macchie nere sul vello sono realizzate con l’aggiunta del cacao a questo composto molto morbido.

Per la versione gluten free, basta mettere nel ripieno o del pan di spagna di riso o dei biscotti senza glutine sbriciolati.

Ovviamente non è necessario fare il vello: ho fatto otto agnellini in formato più piccolo e senza mantello, per un originale pensierino pasquale, e sono bellissimi comunque…un regalo gradito anche ai vegani, un agnello che, in questi giorni di polemiche e discussioni, mette d’accordo animalisti e non!

E mentre resto in attesa delle mie lievitazioni naturali, sempre attive e ormai padrone della cucina, auguro a tutti una buona Pasqua!

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