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Su questo argomento l’informazione web è molto ampia, dettagliata e soprattutto varia. Ognuno ha un suo metodo che ha sperimentato, di cui si fida o altri che eviterebbe assolutamente.

Scrivo questo post per i miei amici che ho fidelizzato con la pasta madre solida e che mi chiedono come e dove lasciarla quando si va in vacanza. Poichè non hanno ancora attivato i ricoveri estivi per paste madri e poichè non tutti sono disposti a portarsi dietro barattoli lievitanti (immaginiamo le difficoltà di rinfresco in un albergo di Gallipoli o di Santorini…), occorre, giustamente, organizzarsi per tempo.

Personalmente ho iniziato a fare esperimenti dallo scorso marzo, non perchè fossi in ansia da vacanze-pasta madre, ma soltanto perchè volevo mettere alla prova il mio Blob.

Il metodo che io ho utilizzato, che consiglio e che è stato opportunamente collaudato per ben due volte, è quello del congelamento in barattolo di vetro.

COME PROCEDERE?

1) Quando si decide di mandare in vacanza le attività panificatorie, occorre rinfrescare per bene il lievito madre e lasciarlo aumentare di volume.

2) Dopo di che lo si inserisce nel suo barattolo di vetro con coperchio e lo si conserva in congelatore per il tempo necessario (durante il mio primo esperimento l’ho lasciato per 3 mesi, nel secondo per due settimane: il risultato non è cambiato).

3) Nel momento in cui si torna dalla vacanza e si soffre di astinenza da lievito madre (magari anche prima di disfare le valigie), ci si può recare subito a scongelarla. ATTENZIONE, in questa fase è molto importante non lasciarla subito a temperatura ambiente, perchè i lieviti, già provati dalle temperature polari del nostro frezeer, potrebbero subire uno shock termico nel passaggio diretto ai 25/26 gradi delle nostre case. Il barattolo di pasta madre deve quindi esser messo in frigorifero per 24/48 ore, per permettere un graduale scongelamento e un lento passaggio a temperature meno rigide.

4) Dopo questa fase si può procedere al rinfresco della parte centrale del lievito, quella più attiva (il resto può essere scartato). Al termine del primo rinfresco si lascerà il lievito fuori dal frigorifero e si noterà che l’aumento di volume sarà molto lento, potrebbe impiegarci 24 ore…ma è normale: la nostra pasta madre è molto debole e occorre darle tempo. Si può procedere poi ad un altro rinfresco ravvicinato e tornerà come nuova!

pasta madre

Per fare il pane io ho aspettato il terzo rinfresco, bisogna vederla bella attiva.

pasta madre2

Un altro metodo di conservazione per lungo periodo è quello della polverizzazione. Lo comunico per completezza di informazione, anche se non l’ho sperimentato personalmente. Consiste nel rifrescare la pasta madre e nel polverizzarla, idratandola allo 0%. Se ad esempio la nostra pasta madre pesa 100 gr, si aggiungono 100 gr di farina, senza acqua e si frullano in un robot fino a che non si ottiene una polvere. Si stende poi su una carta da forno e si lascia asciugare per 24 ore. Quando la pasta madre polverizzata sarà ben asciutta, la si potrà trasferire in un barattolo di vetro e la si conserverà in frigorifero.

Mi riservo di provare anche questa soluzione….intanto mi affido a quella che ho provato personalmente e che per ora mi ha dato risultati ottimi…e buone vacanze!!!

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